Isola di Vulcano, la rossa delle Isole Eolie
 

STORIA GEOLOGICA E VULCANOLOGICA DELL'ISOLA DI VULCANO

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il cratere di VulcanoLe nostre conoscenze sulla struttura geologico-vulcanologica dell'isola di Vulcano sono dovute agli studi del Sabatini e del Cortese (1892) del Bergeat (1899), del De Fiore (1922, 1925-26), ma soprattutto alle recenti richieste di Jòrg Keller, che ne ha redatto la carta vulcanologia a scala 1:10000 ed ha dedicato ad essa importanti pubblicazioni, in gran parte riassunte nella monografia sulle Isole Eolie promossa dall'istituto Internazionale di Vulcanologia di Catania nel 1980. Dal punto di Vista Geologico-Vulcanologico, Vulcano è una delle isole più recenti dell'arcipelago Eoliano, insieme a Stromboli che si è formata ancora più tardi.
(Fase 1) Lo strato vulcano primordiale. Circa 70.000 anni fa ( in una fase iniziale della glaciazione di Wùrm, quando il livello del mare era sceso molto al di sotto di quello attuale) è emerso dal mare un primo Vulcano, che deve aver raggiunto rapidamente l'altezza di circa 1000 metri e che corrisponde ai due terzi a Sud Est dell'isola attuale, era un Vulcano di lave tranchi basalitiche e tranchi andesitiche ancora poco acide e nella sua formazione sono largamente prevalenti le colate laviche. Questo Vulcano primordiale è venuto a sovrapporsi ai resti di un altro vulcano ancora più antico dal quale si riconosce una traccia al livello del mare, sulla costa occidentale dell'isola (a Sud del monte Lentìa) sulla spiaggia lunga fino a capo secco. Anche sul lato Sud, a Gelso Petrulla, si riconosce la traccia di un altro edificio vulcanico che le formazioni del vulcano Sud hanno inglobato. Ma poiché le loro lave sono del tutto simili a quelle del vulcano sud, è da pensare che si tratti di coni avventizi di esso, formatosi poco prima della sua nascita o forse meglio prima che esso raggiungesse la sua completa formazione.
il cratere di Vulcano(Fase 2) La caldera del piano. A seguito di grandi eruzioni esplosive, che hanno svuotato il condotto e la parte superiore del bacino di alimentazione, tutta la parte più alta (più pesante) dell'edificio vulcanico è crollata e di esso è rimasto in posto solo, tutto all'intorno, la parte marginale, con un orlo a l'altezza media di circa 400-450 metri. Si è formata così una grande caldera, del diametro di circa 2,5 Km. I punti più elevati di questo anello marginale sono costituiti dal Monte Saraceno (Alt. 480 m), dalla Serra dei Pisani (460 m) Monte Aria (500 m). La caldera è venuta successivamente riempiendosi a seguito della dell'attività di più centri eruttivi del fondo di essa, ma le lave da questi emersi non hanno mai superato i margini della caldera. Si è formato così il Piano. In realtà la formazione di questo riempimento è così assai complessa a causa di progressivi ulteriori sprofondamenti, o meglio forse subsidenze, del fondo di questa caldera, avvenuti da Sud Est verso Nord Ovest, probabilmente in rapporto con la nascita del vulcano Nord Ovest.
(Fase 3) Il vulcano Nord Ovest. In un momento ormai finale della Glaciazione di Wùrm, circa 13000 anni fa, è sorto dal mare un altro vulcano a Nord Ovest del primo. Anch'esso deve aver raggiunto una notevole altezza ed è venuto a sovrapporsi al margine Nord Ovest dell'anello superstite del vulcano precedente e al tratto del riempimento della caldera di esso, che si trovava più vicino. Questo nuovo vulcano era costituito da lave molto più acide e viscose di quelle del vulcano precedente. All'attività di questo nuovo vulcano sono dovuti i tufi delle grotte dei Rossi che hanno ricoperto la caldera del Piano formando degli accumuli che possono raggiungere lo spessore di dieci metri, ma anche la formazione (nella zona NO della caldera stessa) del piccolo lago d 'Alighieri (presto scomparso) sul fondo del quale i magmi, al contatto con l'acqua lacustre, hanno dato luogo a formazioni particolarissime, che attestano chiaramente la sua esistenza, è ovvio che la formazione di questo laghetto deve essere in stretto rapporto con la subsidenza del fondo della caldera. Ma delle colate finali di questo vulcano, sul lato Ovest di esso, è ben più appariscente testimonianza il complesso del Monte Lentia, costituito da lave riolitiche (e cioè ormai molto evolute e differenziate nel senso di una forte acidità) che sono dal punto di vista petrografico strettamente imparentate con quelle della porzione meridionale della vicina isola di Lipari.

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