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La flora
sull'Isola di Vulcano
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Fin
dai primi dell'ottocento Vulcano fu oggetto di grandi attenzioni
da parte dei botanici, come pure degli zoologi e dei naturalisti
in genere. Le ragioni possono ben riassumersi nel fatto che
tale ambiente, per le proprie caratteristiche fisiografiche,
rappresenta un campo d'indagine di grande interesse, e un
ottimo "laboratorio" naturale per nascenti studi biogeografici
ed evoluzionistici, che cominciarono ad affermarsi già sul
finire del secolo. Tra i numerosi botanici residenti sull'isola
ci sono stati Ferro e Furnari (1968 e 1970) e A. Di Benedetto
(1973) che effettuarono una nuova esplorazione di Vulcano
su incarico della società botanica italiana raccogliendo dati
sia sulla flora cittogamica che vescolare e, tra le molte
scoperte, le più importanti sono: Genista ephedroides, Genista
Tyrrhena, Ciantho Centauretum aeolica, Silene Hicesiae, Bassia
saxicola. Nell'isola fra la varia Vegetazione, è possibile
osservare delle Acacie (Acacia cyanophylla Linde), il giunco,
(Juncus acutus L.) il leccio, il fico degli ottentotti, delle
ciperacee, il citiso eolico, la
coloquintide, e del tamerice. In primavera l'isola si abbellisce
con bellissimi fiori come la centaurea Eolica, la Dianthus
rupicola, l' iberis semperflores, il cistus salvifolius, dei
Ginandriris sisyrinchium, l' hyoseris taurina . Passeggiando
per le vie dell'isola si possono vedere alberi di limone sparsi
un po' ovunque, e agrumeti d'alberi di mandarino e arance.
Sono inoltre presenti piante di rosmarino che insieme alla
ginestra sembrano far parte integrante della vegetazione.
Alcune delle piante tipiche non solo di Vulcano, ma anche
delle altre Eolie e che tutti certamente conoscono sono il
fico d'india e il cappero. |
La Fauna
nell'isola di Vulcano
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Tra
tutte le isole Eolie, Vulcano rappresenta sicuramente un esempio
di fauna impoverita rispetto agli ambienti di "terra ferma",
ciò risulta particolarmente evidente nel caso della fauna
invertebrata, che annovera un numero di specie alquanto ridotto,
in confronto a quello delle altre Eolie, la Sicilia e la penisola
Italiana. Fra i vertebrati presenti a Vulcano esistono alcune
popolazioni che seguono linee evolutive indipendenti, esse
si sono specificate a livello specifico o sottospecifico e
costituiscono dunque parte importante del patrimonio biologico
e naturalistico dell'isola. Fra i Lagomorfi l'unica specie
presente sull'isola è il coniglio, Oryctolagus cuniculus,
che costituisce una delle principali risorse cinegenetiche
(arte della caccia con i cani) dei quali quest'isola è piena.
Un aspetto di estremo interesse è rappresentato dal fatto
che a Vulcanello viva l'unica popolazione di Lucertola delle
Eolie, Podarcis raffonei (Mertens), nota per una delle maggiori
dell'arcipelago; il resto delle popolazioni di questa specie
è localizzato infatti su piccoli isolotti. Area di grande
interesse è la costa occidentale dell'isola, da tempo immemorabile
sito di nidificazione della Berta maggiore (ascolta la voce),
Calonectris diomedea (Scopoli) e della meno comune Berta minore,
Puffinus yelkouanna (Acerbi). La presenza di questi Procellaridi,
che vengono dialletalmente chiamati i quajetri, ha ispirato
il nome dello scoglio che sorge fuori Punta Capo Secco, l'attuale
Pietro Quaglietto. Questi uccelli hanno gli occhi e il dorso
marroni, il becco giallastro e il petto è di colore chiaro.
Si alimentano in prevalenza di pesci, crostacei e calamaretti.
Pelagici per la maggior parte dell'anno, rimangono per lunghi
periodi in mare aperto e si avvicinano a terra solo nella
stagione riproduttiva (primavera/estate) per allevare il loro
unico pulcino. L'istmo che collega l'isola di Vulcano alla
penisola di Vulcanello, è zona di sosta per molti uccelli
migratori che, recandosi in Africa o di ritorno da essa, transitano
sull'isola e vi si possono osservare dei Saltimpali, Luì piccoli,
Pispole e altri che si fermano per riposare, attratti dagli
insetti presenti nella zona d'acqua. Durante il periodo tardo-primaverile,
si incontra frequentemente il grosso Coleottero Melolontide,
Anoxia matutinalis, e una splendida farfalla diurna, l'Esperide
delle sabbie, e nello stesso periodo è possibile imbattersi
nel Gunarus parvalus, un ragno dai colori sfumati che vive
nei piccoli angoli ombrosi dei boschetti. Non esistono, come
del resto in tutte le Isole Eolie, serpenti velenosi, ma è
abbastanza diffusa la Hierophis viridiflavus Lecèpède, chiamato
localmente "serpe niura" per la caratteristica livrea nera
degli individui adulti. Questa splendida specie è ingiustamente
perseguitata da chi lo ritiene pericoloso, mentre il suo morso
è assolutamente innocuo. La
Hierophis viridiflavus Lecèpède era considerato l'unico serpente
presente alle Eolie e la mancanza di specie velenose ricorre
in numerose leggende di carattere popolare-religioso; tali
credenze sembrano smentite dalle segnalazioni di Vipera (Aspis
L.) che sembra essere stata introdotta in tempi recenti, ma
è abbastanza singolare che non sia noto agli abitanti del
luogo. E che la comparsa di altre Specie risulterebbe abbastanza
improbabile lo rivela un episodio accaduto alcuni anni fa,
quando Vulcano era stata teatro della casuale introduzione
di un altro serpente, la Natrix La., a mezzo di un carico
di letame. In quell'occasione i nuovi arrivati vennero rapidamente
"eliminati" dagli isolani, anche se difficilmente avrebbero
potuto adattarsi alle nuove condizioni ambientali incontrate
sull'isola, priva di stagni e corsi d'acqua. Per la vipera
(Aspis) invece, il successo della colonizzazione sembrerebbe
più probabile, ma ad oggi mancano ancora dati certi sulla
sua effettiva acclimatazione.
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